05/05/2022

Il decreto

Il bonus per i beni immateriali sale dal 20% al 50% mentre l’aliquota per lo sviluppo di competenze aumenta dal 50% al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie. 

Il governo rafforza il sostegno a Industria 4.0. Nel decreto energia e investimenti si punta a rafforzare ulteriormente l’azione per contrastare gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina, potenziando le misure per assicurare liquidità alle imprese colpite dalla crisi ucraina, fronteggiare il rincaro delle materie prime e dei materiali da costruzione, assicurare produttività e attrazione degli investimenti.

Potenziato anche il bonus formazione 4.0: le aliquote del credito d’imposta previsto dalla legge n. 160/2019 per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche sono aumentate dal 50 al 70% (per le piccole imprese) e dal 40 al 50% (per le medie imprese).

Sono rimasti fuori dal Dl altri cambiamenti come la riorganizzazione del piano Transizione 4.0 per dare più spazio alla transizione energetica e l’aumento per il 2023-2025 ai crediti di imposta per l’acquisto di beni strumentali materiali 4.0 (ex iperammortamento).

 

Secondo un’elaborazione del Sole 24 Ore, sulla base dei dati del Mise e di Assilea, emerge che tra il 2021 e l’inizio del 2022, in piena pandemia, il 70% delle operazioni è stato destinato al rinnovo macchinari funzionali alla digitalizzazione e il 30% a investimenti in beni strumentali tradizionali. Un cambio di passo significativo rispetto al 2020, quando il rapporto era il 51% contro il 49%.

Le imprese italiane

Ma le imprese italiane faticano a salire sul treno dell’innovazione. Solo una impresa su 3 è pronta a cogliere le opportunità delle nuove risorse espressamente dedicate al sistema produttivo dal Pnrr, come transizione 4.0 ed economia circolare. Il 16%, infatti, si è già attivato per aderire ai progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza mentre un altro 13% ha in programma di farlo. Ma più del 70% è fermo al palo, senza, al momento, interessarsi alle molteplici occasioni di sviluppo che si stanno aprendo.